Un tuffo nel vuoto

Le novità spaventano tutti, si sa, ma quando si tratta di qualcosa che non conosci, ma di cui non riesci proprio a fare a meno…secondo me è su quello che ti devi tuffare, ad occhi chiusi! Le novità amico mio, sono ossigeno puro per adulti e per bambini, per chi non vuole smettere mai di stupirsi e perché la vita lo pretende da noi! 😉

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Da X factor: #Anastasio

Cammino, ma non so dove sto andando
d’altronde sto sognando, manco mi interessa
mi guardo intorno
e la gente che attraversa ha lo sguardo torvo poi
un rumore sordo, una luce nera, assurda, mi assorda
si allunga un’ombra ed io fuggo ma la strada è contorta
troppo lunga, no, troppo corta, è infinita,
in salita, è ripida, non mi resta molto
l’uomo senza volto dalle lunghe dita mi afferra, mi ferma
sembra già finita, viene sera, la terra trema
Cambio scena.

È buio
mi ha preso ma non è qui, non mi sono arreso
nascosto dietro la porta un fucile stretto
e lui verrà da lì, lo sento, sento i passi
aspetto che passi pronto col grilletto ed eccolo
sparo… ma niente.
è un fantasma, mi ritrovo bambino con l’asma, terrorizzato
e con il fiato corto, lui non mi vuole morto
lui mi segue e basta
tu mi segui e basta!
ma io so come fermarti, con la luce
vado sul sicuro, mi guardo intorno e sul muro
milioni di interruttori ma non uno che funzioni
niente lampadine, io vorrei capire come rinsavire
non ho soluzioni, non dovrei dormire, dovrei stare sveglio
ma io sono già sveglio
io non dovrei morire come questo corpo
ma io sono già morto.

Questa é una di quelle cose che non faccio mai. Ma oggi mi sento di condividerlo. Queste strofe scritte da zero da un ragazzo di 21 anni hanno colpito mio Io più profondo in quanto ha la capacità di entrarti nei pensieri, nell’anima e nel cuore in un modo che pochi ci sono riusciti. Scrive testi che metterebbero la pelle d’oca a chiunque e io sono una delle tantissime persone “vittima della violenza” con cui le sue canzoni entrano e ti squarciano l’anima per rimanere senza fiato e senza lacrime. Ti legge dentro e ti fa a brandelli per poi riportarti alla vita. È una descrizione disumana ma qualcosadi indescrivibile accade. Ascoltatelo. Ne vale la pena.

Ti chiedo scusa per tutte le volte in cui non sono stata capace di proteggerti. Per tutte quelle volte in cui avrei dovuto stare al tuo fianco e non c’ero poichè ero troppo intenta a rattoppare quello che nella mia vita andava a rotoli, troppo egoista per vedere che avevi bisogno di me. Ti chiedo scusa per non aver avuto il coraggio di farti entrare nella mia vita come e quando avrei dovuto. Oggi con un pizzico di maturità in più vorrei far tornare indietro il tempo per darci una possibilità, per far in modo di creare un rapporto più forte e più stabile, ancor di più. Ecco, il fatto è che non ti ho mai chiesto scusa per tutte le volte in cui non sono stata una buona sorella e ora che mi manchi come l’aria sento che avremmo potuto condividere di più, avrei potuto far parte della tua vita in modo più presente. Ma allo stesso tempo voglio darti la possibilità di viverti la vita con serenità come già stai facendo con la consapevolezza che io ci sono adesso e per sempre.

Aria di festa.

Mi è sempre piaciuto il Natale, in particolare il periodo prenatalizio in cui si va in giro con tutta la famiglia a fare compere e regali e i negozi sono pieni di addobbi e le strade piene di luci.

Mi ha sempre dato un’euforia speciale. Io e mia sorella facevamo spesso un 20181203_175509-01gioco nel tragitto in auto da casa al negozio: contare gli alberi di natale che  si scorgevano dai balconi e dalle finestre. Io dal mio lato e lei dal suo. In genere era un tragitto breve, ma ci concentravamo cosi tanto per arrivare al numero più alto, una gara vera e propria.

E oggi in questo periodo mi torna sempre in mente quel gioco, solo che dalle finestre non riesco a scorgere nulla, è come se la luce e l’allegria che mi circondava da piccola fosse più accesa, più accentuata. Mi volto e “sento” che manca qualcosa, mi guardo attorno e non riconosco nulla.

Cerco quel pizzico di euforia che caratterizzava questo bellissimo periodo dell’anno, il Natale mi piace, ma non riesco ad allontanare quell’alito di malinconia che lo accompagna.

 

 

Strade…

Non sai chi sei fino a quando non sei costretto a rapportarti con il mondo. Non sai se stai andando nella giusta direzione fino a quando qualcuno ti ferma e ti dice che stai sbagliando. Ma la domanda che mi pongo è: la direzione che mi stanno indicando sarà mai quella giusta? Sarà mai la MIA strada? Io forse ho una mia ipotesi.

Dopo due anni e mezzo ormai che vivo all’estero a contatto con un mondo che non mi sarei mai aspettata di poter chiamare casa, e lo stesso lasso di tempo in cui ho abbandonato il mio nido caldo e comodo, dove vi ho lasciato i miei affetti per volare via e costruirmi la mia strada, ho capito che in fondo noi abbiamo sempre saputo chi siamo e cosa vogliamo e tutte quelle cavolate varie che ci domandiamo quando ci sentiamo in conflitto con tutto.

Noi lo sappiamo solo che non lo vogliamo ammettere, io d esempio ho sempre saputo di voler viaggiare per il mondo, ma non sapevo che la mia terra mi sarebbe mancata così tanto. Oppure ho sempre saputo di avere un ottimo rapporto con l’apprendimento delle lingue, ma non sapevo quanto a trent’anni fosse un po’ più complicato di quanto lo era a quattordici studiando a scuola.

Comprendi il tuo IO più profondo quando vedi qualcuno simile a te, quando dopo tanto tempo fai una chiacchierata con i tuoi genitori e capisci davvero cosa vuol dire fare dei sacrifici anche a cinquant’anni andare via di casa per trovare un lavoro migliore, o semplicemente un lavoro, tornare a stare via dalla famiglia, dalla propria terra.

Come se non fossero bastati già tutti quegli anni in cui mio padre si è perso i nostri compleanni, o altre feste in famiglia, o i nostri piccoli successi come le recite natalizie e tanto altro. Io ammiro chi come lui è capace di dare anche a migliaia di chilometri di distanza il giusto peso a delle parole, riesce a darmi il coraggio di fare tutto. Il mio papà. Il mio eroe, il mio primo amore.

Forse gli anni trascorsi lontani hanno in qualche modo rafforzato i momenti in cui siamo stati vicini, e ora anche se distanti, siamo più vicini che mai. Cuore a cuore.  Siamo uguali io e lui testardi, silenziosi, sarcastici, viscerali.

Ora so qual è la mia strada e il mio posto nel mondo. Basta seguire quello che ho dentro, basta essere me stessa e impegnarmi in fondo, e non importa ciò che diranno gli altri.

Sempre a testa alta.bussola

Sing — Bloggolo

Io (e sono sicura, anche tu) ho questa pessima abitudine di sottovalutarmi, o di sopravvalutarmi. Invece basta una sera lasciarsi andare, smettere di pensarci tanto su, presentarsi, per esempio, a lezione di canto. Ricordare. Come prima delle giravolte, il peso sulla parte anteriore dei tarsi. Un filo che ti tiene appesa a una stella. Un […]

via Sing — Bloggolo

Ah queste Donne!!

Sapete per quale motivo noi donne amiamo i cartoni animati, i film d’amore, l’arte o i musicisti? Perchè ci fanno sognare, ci fanno volare con la mente e perchè grazie a quella musica o quelle parole ci sentiamo forti, comprese a tutto tondo, ci sentiamo parte di qualcosa di grande che non si può spiegare a parole, ma che ci fa vibrare nel profondo dell’anima e smuove la parte emozionale di noi che spesso siamo costrette a reprimere per affrontare il mondo con le sue brutture e le difficoltà, per far sì che brilli quel sorriso che ci caratterizza e che spesso non è così reale come sembra.

Ci sono parole che ci fanno sentire in grado di poter affrontare tutto, ci sono stati d’animo, che solo la musica e chi la narra con il cuore e con la voce o anche solo con una chitarra o un piano, riesce a placare o a mettere in risalto. Siamo dei segreti, siamo cuori forti troppo spesso, e tendiamo a celare le nostre emozioni perchè il mondo va troppo in fretta. Fermate un secondo questa giostra! Ho bisogno di sentirmi triste e piangere, dare voce al groppo in gola che mi porta a chiudermi e soffocare tutto con un preconfezionato: “sto bene” .

Voglio emozionarmi per un film o ridere a crepapelle per nulla. Torniamo a quando la cosa importante era chiedere “come stai” e non “dove sei” o ” che fai”. Torniamo a farci i complimenti a vicenda e dirci le cose belle che ci dicevamo appena conosciuti.
Le donne sentono tutto, con le orecchie, con il cuore, con la testa e con quel sesto senso che spesso viene messo da parte, ma che sempre ci azzecca.

E quando le vedete emozionarsi per un film, o per una canzone che stanno ascoltando, non dovete fare altro che abbracciarle. Varrà più di mille parole, varrà come tutti i non detti e i silenzi che ci sono stati e che ci saranno, ma che saranno sempre meno. Una parola bella al giorno, iniziamo così.

quotes-about-being-yourself-02Potrà diventare un mondo migliore.

Vado controccorrente, e allo stesso tempo sono un fiume in piena. Non saprai mai gestirmi, non saprai mai se pioverà o ci sarà il sole poiché perdo pezzi di me per la via e non mi recupero. In un mondo di vetro mi sento così cupa e apatica, quasi come se mi avessero asportato via la capacità di provare emozioni …dalla pelle, ma non dagli occhi. Quelli sono ancora capaci di mostrare tutto e sempre più chiaramente nonostante gli sforzi a celare tutto. Come il ghiaccio sto mutando forma e non mi troverai più se non darai il giusto peso alle mie lacrime e a questi occhi troppo spesso cosi bui, ma troppo profondi per questa immensa vita.

Cos’è forza? Cos’è debolezza?

Non sono forte, non lo sono più. Lo sono stata per troppo tempo e ora è incredibile che anche un alito di vento mi faccia tremare, anche una piuma possa creare un solco cosi profondo, mi sciolgo come neve al sole e mi modello come creta tra le spire di questo mondo che non riesco piu a dominare, a gestire, se gestisco così le emozioni come potrei fare di meglio con il mondo? Ho capito che se non sei abbastanza forte vieni spazzato via, vieni gettato insieme ai pezzi di carta e i pezzi di cuore troppo deboli per lottare, tra le macerie di una destinazione ora troppo lontana persino per ricordarla. E tra tutti questi fragili cuori troppo in vista e troppo social, mi chiedo se da qualche parte esiste il luogo adatto a me, quello a cui potermi adattare e modellare senza rompermi ancor di più .20181102_164551

Quel bacio che travolge, stravolge e cambia la vita.

Hai mai fatto caso alla sensazione che si prova quando stai per starnutire? Quel lieve pizzico sul naso che ti provoca il bisogno fisico di starnutire, una delle poche cose che non si può fare a comando, né tanto meno si può reprimere anzi lo si può reprimere ma poi stai sicuro che torna fino a quando non lo fai. Ecco la teoria si applica all’amore o meglio a chi è innamorato.

Mi spiego meglio: quando senti quel pizzico che ti viene nello stomaco, quella sensazione impellente che hai bisogno di soddisfare, quella voglia che hai di baciare, stringere e abbracciare chi ami. E non passa, anzi aumenta sempre più o meglio per alcuni è cosi, che anche dopo anni e anni non basta solo lo stare accanto all’amore della propria vita, ma ne necessitano la fisicità, la vicinanza. Chi l’ha detto che dopo molto tempo l’attrazione fisica passa? Sempre quelle stesse persone dopo anni e anche dopo il matrimonio vedono il/la proprio/a partner con gli stessi occhi del primo giorno e con la stessa voglia di tenerezze e contatto. Mentre per altri accade l’opposto (per la stragrande maggioranza) ovvero dopo il primo periodo del corteggiamento e delle fusa ecco che come un fuocherello la miccia si spegne man mano, e non c’è verso di riaccenderla perche le intemperie vi vanno contro (vedi: la routine,la stanchezza,il lavoro,i figli quando arrivano).

E io dico NO!! No al farsi rovinare la passione dalla routine, no al dare tutto per scontato, no al dire “tanto abbiamo sempre domani o tra un mese”. NO!! Perche non è cero che abbiamo tutto il tenpo del mondo. Il nostro tempo è ora e se hai l’impellenza di dare un bacio, devi darlo e tu ricevilo senza obbiettare!! Un pizzico di passione im più nella vita di tutti i giorni porta solo benessere. FB_IMG_1506017272612

Ritrovarsi nel nulla

Pezzi di me che vagano senza meta saltellando da un mattino cupo e grigio illuminato solo dal tepore di qualche lieve raggio di luce. Pezzi di me che cerco di tenere insieme con colla o nastro adesivo non importa, costa un sacco di fatica per poi scoprire che se ti lasci andare anche solo un secondo… eccoli che si sparpagliano come coriandoli in giro per il mondo.   Ecco pezzi di me che vagano. Coglierai il pezzo mancante o faremo ancora finta che tutto ciò non mi stia mandando in frantumi?