Un tuffo nel vuoto

Le novità spaventano tutti, si sa, ma quando si tratta di qualcosa che non conosci, ma di cui non riesci proprio a fare a meno…secondo me è su quello che ti devi tuffare, ad occhi chiusi! Le novità amico mio, sono ossigeno puro per adulti e per bambini, per chi non vuole smettere mai di stupirsi e perché la vita lo pretende da noi! 😉

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E se…

E se per una volta mollassi?

Invece di continuare a tenere duro e prendere botte in faccia dalla vita, dalla gente, se invece mi lasciassi andare alla corrente?

Cosa succederebbe?

Per una volta scivolare invisibile, impassibile, in balìa di emozioni, onde, rabbia, in balìa di qualcosa che, dato che non so gestire, mi porti via e basta.

Forse mollare è da deboli, e le aspettative che tutti hanno sono troppo alte, e io non arrivo nemmeno alla metà, per cui se io stessa ho delle aspettative così alte su di me e non le raggiungo, forse dovrei cambiare qualcosa. Abbassare di qualche tacca. Azzerare. Magari.

Ripartire poi dal nulla.

Ma prima, lasciarmi andare. Lasciar esplodere questa bolla di finta rettitudine e pazienza, di calma apparente, di sorrisi e gentilezza.

E poi, forse, potrei respirare ancora.

Evasione

Se esiste un posto perfetto dove vivere, avrà l’aria di un leggero gusto salmastro, l’odore di terra bagnata e di foglie al vento,

il sapore di cibo di casa fatto con amore e sorrisi e ricette segrete, il suono di risate fragorose a crepapelle,

occhi che brillano, desiderio di stare in compagnia e di passeggiare da sola con i miei pensieri.

Ma nonostante tutto con la sensazione di non essere mai da sola.

Ti risuona familiare? Forse tutto questo ce l’hai già, anche se forse qualcosa ancora manca, ma quando arriva la malinconia non cacciarla via,

invitala a prendere un caffè, parlaci, accoglila e ricordale che può andare tranquillamente via, perché tu sei in buone mani.

E quando la corrente diventa troppo forte, quando i problemi è le preoccupazioni diventano un rombo incessante nella tua testa, cerca di non scappare, ma neanche ti opporre resistenza, cerca di restare a galla con gli strumenti che hai, accetta ciò che puoi e lascia andare il resto.

Lascia andare i bagagli pesanti, le preoccupazioni non necessarie, delega se possibile, forse se sei un po’ più leggera la corrente diventerà tua amica e ti porterà in posti bellissimi.

Trova un sorriso e una faccia amica, tienili con te per un po’.

Trova il motivo che spinge ad andare avanti.

Primavera odi et amo

Un accenno di sole che fa capolino tra le nuvole, 17 gradi, un tepore che ti scalda il viso.

Una bella giornata di primavera, nuvole rosa, cielo terso, musica a palla con i finestrini abbassati, sembra poesia, la vita che torna a splendere..

Ma dopo quell’attimo di gioiosa gloria, eccolo che torna, un velo di Malinconia assorbe ogni buon umore e anche se il cielo è tutto blu,

e intorno il vociare diventa più forte, il freddo che avverti dentro è ancora più sovrastante risucchiandoti in un vortice.

Mentre quella luce ti ricorda solo dove vorresti essere e cosa potresti fare e invece di cogliere l’attimo e goderne, ti chiudi, ti ritiri nel tuo guscio e aspetti un nuovo giorno.

La primavera è sensazioni sulla pelle, è profumi, e ricordi che tornano a galla impetuosi, come un onda che ti travolge e puoi contrastarla, certo, puoi cercare la riva, ma lei ti porterà dove vuole, e ti mancherà l’aria nei polmoni, finché non sarai troppo stanco per combattere.

Fino a quando non la accoglierai e ti farai condurre, allora sarà più facile vederne la fine, vedere la riva che ti sembrava tanto lontana.

E finalmente

tornare

a respirare.

Amo la primavera, ma odio come mi fa sentire quando resto sola con i miei pensieri.

Amo l’aria che profuma, e le nuvole leggere che si colorano, ma odio non veder riflettere quel blu, laddove il cielo si mischia con il mare e non vedi la fine di uno e l’inizio dell’altro.

Perché proprio lì, in quello spazio quasi invisibile tra l’azzurro, il rosa, il violetto, ci sono io, persa tra le onde, che mi faccio cullare da dolciamari ricordi, mentre cerco ancora di trovare la mia strada, tra un sorriso e una lacrima, tenendo tutto insieme e trattenendo l’immenso senso di solitudine che il mare mi ha trasmesso e la nostalgia che mi tiene legata ad esso.

E il tornare sarà ancora più dolce.

NEVICA L’AUTUNNO

Mia figlia di 4 anni oggi mi ha illuminato con questa piccola frase che alle mie orecchie è sembrata poesia.

Ed è così.

Una leggera pioggia dorata di foglie che, con un alito di vento, ci ha accarezzato e all’improvviso la magia.

Ho visto con i suoi occhi e sono tornata bambina, ho ripreso il contatto con la natura e tutto aveva senso.

Penso che l’autunno sia una stagione sottovalutata, in quanto nonostante sia piena di colori, profumi, scricchiolii, nessuno ha più il tempo per meravigliarsi abbastanza ed è un peccato, ma è anche una fortuna per chi riesce a trovare ancora la magia nelle piccole cose e io, ogni giorno, ringrazio mia figlia per questo.


Ho troppo mare negli occhi, per questo per ogni piccolezza esplodo in lacrime, è il mare che ho dentro che vuole uscire, troppo rinchiuso e represso, troppo celato dal verde dei boschi e dal marrone di questa terra arida attorno a me. Non c’è altra Me all’infuori del Mare. ❤️

#vitatraledita #spunti #flash #myblog #mare #me #wordpress #francescarugna90

Sapere di non essere sola

Perché hai un blog?

Ho iniziato anche io seguendo la scia dei miei pensieri e dei miei sogni, cercando in qualche modo di avere una spinta in più per iniziare davvero a scrivere. Scrivere un libro è il mio più grande sogno, e, paradossalmente, chiuso nel cassetto più remoto, che ogni tanto quasi dimentico, ma che torna a diventare vivo, pulsante desiderio nei momenti bui, in quei momenti in cui dico: ok ora tocca a me ho qualcosa da dire, oppure butto giù una valanga di pensieri senza freni, senza fermarmi. Forse più come un diario.

E la scrittura mi ha salvata in molti momenti nella mia vita e specialmente rileggermi mi ha molto aiutata. Spesso a capire di aver superato periodi duri, spesso riconnettendomi con quella me più immatura, sconvolta oppure felice. Per riprendere in mano la mia vita. E mi dico che lo devo a me stessa, perché diamine si!

Si, merito un pizzico di felicità e me la prendo scrivendo e quando in questo piccolo mondo sento sulla pelle che le mie parole toccano gli altri come vengo toccata io dalle loro, mi sento parte di qualcosa di potente, e credo che ognuno di noi abbia bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Per sentire la scintilla nel petto, l’emozione, e la gioia. E io dico grazie a tutti coloro che ne fanno parte.

A Maria.

Oggi ho il cuore più pesante, ho l’anima in pezzi. Perché oggi sarebbe dovuto essere il tuo giorno, il giorno in cui splendevi nel tuo abito da sposa e avresti avuto accanto tutti coloro che amavi.

Invece è andato tutto diversamente. Ci hai lasciato 4 mesi fa con un vuoto immenso da colmare e tanti ricordi che comunque non sarebbero stati mai abbastanza. E stanotte ti ho sognata eri bella e sorridente come sempre.

E mi sono sentita vicina a te. Io non so come si vive un lutto, né quando passa, se passa tutto questo dolore, la tristezza, questo enorme macigno sul cuore che aleggia e non se ne va.

Sono triste pensando al tuo compagno, la tua mamma o tua figlia, quanto possano soffrire. Oggi doveva essere il tuo giorno. Sei andata via troppo presto e non faccio altro che pensare.. e se… Se capitasse a me..

E mi manca il respiro. La morte una cosa astratta che porta via le persone che amiamo e ci lascia solo manciate di ricordi e tanto dolore.

Lascio pezzi di me ovunque. E prendo ogni giorno il bello di tutto, cercando di stare nel qui ed ora godendomi quello che ho ed essendo e grata.

Tremo, penso e ricordo. Mari ovunque tu sia io ti penso sempre. Ti ho voluto molto bene e te ne voglio ancora. Hai sofferto e sei stata forte. Ti mando un bacio nel vento.

Quello che accade quando sei in macchina con la musica a palla me tre canti e al semaforo rosso nella macchina accanto ti chiedono se sei italiana. Una sensazione forse mai provata, ma una di quelle belle che ti fa sentire di qua to queste piccole cose siano importanti, che si sentono con ogni fibra del corpo e ti cambiano la giornata.

Sbiadita.

Quando mi sento sola, quando vengo tradita, o interrotta, quando il cielo è troppo blu per due occhi soli, quando il mondo fa troppo rumore.

Quando ogni cosa sembra insignificante, quando penso Ti amo, ma non lo dico, quando ho bisogno di un abbraccio, quando mi tuffo nei libri per trovare un amico, quando gli amici reali si allontanano.

Quando sento che mi sto facendo sempre piu piccola per paura di sembrare presuntuosa, quando una lacrima ne precede altre mille, sopra ad un sorriso bugiardo.

Quando penso: adesso scrivo! E non lo faccio mai, e quando scrivo così tanto da avere le dita intorpidite. Quando non ne posso più, ma poi torno sempre.

Quando mi sento di troppo a casa mia e quando casa mia è ovunque vada basta che ci sei tu.

Quando tutto questo è troppo da affrontare da sola, ma nessuno se ne accorge perché nessuno lo sa, nessuno ti vede davvero.

Allora ti lasci andare.. Mi lascio andare nell’apatia, nel risentimento, nella rabbia che ti consuma l’anima e vorresti urlare SONO QUI GUARDAMI, ASCOLTAMI.

Quando arrivano quei giorni e smetti di respirare perché ti fa male persino l’aria, è pensi non ce la farò.

Ma alla fine ce la fai sempre.

Distrutta e sola ricomponi i pezzi, nostalgica e malinconica come una triste melodia antica.

Il puzzle di quello che era il tuo cuore, di ciò che ne è rimasto, prendilo e vai avanti ci sarà ancora da qualche parte qualcosa di bello per te.

Devi solo aprire gli occhi.

Apri sti cazzo di occhi e afferra la felicità che ti spetta! Senza elemosinare.

Prendi in mano il tuo destino e rendi fiera la bambina che eri e che ti guarda dalle pagine di un vecchio diario sbiadito, dille che ancora oggi lotti e non ti arrendi.

Ribalta la tua vita anche se vuol dire ricominciare da zero.

Di notte, a giorni alterni, più del necessario.

Si insinua come fa il vento tra i capelli in una notte d’estate.

Senza far rumore, di soppiatto, ti arriva alle spalle senza bussare.

Credi di averla scampata e invece “boom” eccola che torna.

Non è mai piacevole, spesso ti sussurra cose che che vorresti dimenticare, e scuoti la testa per mandar via quelle immagini, ma per qualche crudele motivo le immagini diventano sempre più nitide, e quasi poterle toccare.

Non si può descrivere; è un brivido lungo la schiena, il cuore comincia a tuonare nel petto, le orecchie ronzano come impazzite, perdi il controllo del tuo corpo che trema come una foglia al vento, sovrastato da tutto, incapace di muoversi. E tutto quello che vorresti è solo che smettesse, che tacesse, vorresti solo silenzio e quiete.

Va avanti così per ore o forse secondi…

Ti senti perso e non riesci a trovare il tuo centro, il centro di nulla, il senso.. di nulla.

Ma quando poi finalmente passa, come un tornado lascia solo le briciole, frammenti di te che devi raccogliere in fretta prima che svaniscano anch’essi, per tornare a comporti. Ecco RIcomporti di nuovo, da zero, è ogni volta è una fatica sovrumana.

Dicono che col tempo migliora, ci si “attrezza” psicologicamente, si trovano scorciatoie e stratagemmi, ma inutile.. Ti travolge ancora come una furia e tutto quello che puoi fare è… Stare?! Stare.

Consapevolmente, consciamente. In quel dolore, in quel tremore, in quel tumulto. Ma come si fa a respirare quando l’aria non la senti entrare nei polmoni? Non hai potere sul tuo corpo e non avverti il contatto con niente se non con i tuoi pensieri uno sull’altro, come una torre che sta per crollare.

Ma poi quando crolla torna il silenzio ed è lì che vorresti urlare, ma ormai non hai più le forze.

E poi mi chiedono ma perché ti comporti così? Sempre insicura, sempre sul chi va là, sempre a temere il peggio. Sempre pronta ad ogni evenienza negativa, così da dimenticare che potrebbe arrivarmi anche  il bene. Dalle persone, dal mondo.

Povera illusa e disillusa allo stesso tempo. Fragile e temeraria che sogni castelli in aria per poi demolirteli da sola.

Bambina romantica e adulta cinica.

Come può tutto questo vivere in un solo corpo?