Di mare, mancanze e vuoti.

Sono arrivata, solo una porta mi divideva dallo scoprire come avrei affrontato la situazione, solo un momento che avrebbe caratterizzato… Ma cosa poi? La mia vita? Il mio futuro o la consapevolezza del mio dolore?

Bando alle ciance, io entro e.. Con mio grande stupore, nonostante il mio cercarti invano in ogni angolo della casa, ho varcato la soglia senza lacrime e singhiozzi, senza quella malinconia strozzante nel cuore.

Solo dopo mi rendo effettivamente che non ci sei, che il tuo posto ora è solo un altro posto per le cose, senza più anima, un vuoto che non si colma, un solore inespugnabile che sembra aver lasciato posto alla rassegnazione, Ma non è affatto così.

E mi manchi, nonostante l’allegria delle feste, mi manchi nonostante il mare, mi manchi nonostante il soke. O forse mi manchi proprio perché queste cose ci sono e tu invece no. E resto con questo buco nel cuore, sorridendo e ringraziando per quello che ancora ho. ❤️

Countdown ❤️

Continuo ad osservare un cielo grigio e scuro, e nel mentre, continuo a sognare ad occhi aperti la strada che mi divide dal toccare ancora una volta quella terra magica e dal guardare quel cielo a tinte pastello che mi manca da un anno o forse da una vita. 20 giorni.

Non posso fare a meno del conto alla rovescia. Mi rende in un certo senso viva, mi fa sentire l’adrenalina, quella strana sensazione che al mio corpo e alla mia mente manca forse da troppo tempo.

Tutto è diventato come questo cielo sempre piovoso e anonimo.

Toccare il cielo con un dito sarà semplice, emozionarsi lo sarà ancora di più, ma tenere a freno le lacrime ad un certo punto sarà impossibile. Per questo motivo terrò ben aperti occhi e orecchie, ma soprattutto il cuore, e se avrò gli occhi sempre lucidi non preoccuparti, è la mia anima che si fa vedere.

E tu se la scorgi non temerla, non nasconderti, mostrati a lei che le fragilità si mescolano e diventano forza.

Solo un sogno..

Stanotte sei venuto a trovarmi in sogno.
È stato bellissimo riaverti tra le mie braccia anche solo per quello che sembrava in minuto o un’eternità.

Ho sentito il mio cuore riprendere un battito che aveva perso sette mesi fa, ho sentito la gioia irrorare ogni molecola del mio corpo. “Sapevo che non ti saresti dimenticato di me” sono state le mie inconsce parole.

Mi sono goduta ogni attimo di quel sogno sapendo che era solo questo, sapendo che sarebbe finito, ma anche se per pochissimo è stato meraviglioso.

Tuttavia mi sono resa conto che essendo una faccenda molto delicata non posso dirlo a chiunque, non tutti capiscono, non tutti riescono a capire davvero cosa provo o cosa sento. Come sempre terrò tutto dentro, e aprirò il mio cuore ormai a pezzetti a chi sarà in grado di avvicinarsi a me e al mio dolore senza calpestarlo e senza sminuirlo.

A chi potrà in qualche modo darmi una parvenza di empatia. Ma so che qualcuno c’è, solo non è chi vorrei che fosse.
Ahimè cuore mio non ti ricomporrai molto facilmente.

Non trovo un titolo

Riesci a trovare le parole? Quando davanti ad uno spettacolo di questo tipo la mente si vuota, gli occhi si riempiono di una strana sostanza che alcuni chiamano lacrime, altri ricordi, io direi che è la vita che ti travolge e ti passa davanti in un baleno tra un frammento di luce e una scia di stelle in arrivo.

Proprio quelle stelle che sono state lì per decenni a seguire i tuoi passi un po’ imbranati e traballanti, ad elogiarti nei tuoi successi, quel cielo sotto il quale hai sognato, hai cantato, ballato e baciato. Sotto il quale hai trovato l’amore o lo hai perso, e potrà accadere qualsiasi cosa, lui sarà sempre lì a mostrarti le bellezze se solo alzi gli occhi. Magari non lenirà il tuo dolore, magari lo aumenterà, ma lo farà sempre lasciandosi dietro una scia infinita di emozioni.

Notte insonne

Notte tetra, notte scura,
notte malinconica e pura.

Mi tieni per mano dolcemente,
Mi fai compagnia con il tuo silenzio impertinente.

Esplode un boato nella mia mente, tutto si infiamma, di luce risplende.

Come si può esser assenti e così presenti alla medesima maniera,
come può essere vivo oggi quel che era?

Il ricordo ahimè, di chi ancora sogna
Un mondo che è stato, ma che non torna.

In questa notte cupa e stellata penso a te anima mia adorata.
Che mi guardi e osservi da lassù, ma non sai quanto manchi tu.

Ti ritrovo ovunque ❤️

C’è tutto questo immenso attorno a me, con questo cielo che ha la capacità di riflettere la mia anima nelle sue mille sfumature. E c’è troppo immenso anche dentro me, un abisso che non si vede la fine, come questo cielo scuro.

Oggi passa dal grigio delle nubi pesanti e piene di pioggia, all’azzurro chiaro che sembra quasi un mare sereno, fino ad arrivare a quel bianco candido che sembra sgomitare per rimanere.

Un brusco e improvviso acquazzone si è sfogato per dieci minuti, poi sembrava esser tornato sereno, ma non rimane mai uguale, muta di continuo.

E io con lui mi ritrovo ad avere sbalzi d’umore, mi ritrovo a sorridere e piangere, essere felice e incazzata con il mondo.

Ma oggi sono 5 mesi che al mio cuore manca un pezzo, manca un battito per ogni dieci, e anche se ogni giorno è una lotta per andare avanti e anche se forse non me lo merito, le piccole cose e i piccoli gesti come una dedica o una gentilezza, mi fanno star bene.

E penso che in ogni nuvola, in ogni acquazzone e in ogni arcobaleno ci sei tu che scodinzoli e mi proteggi in qualche modo. Il mio fratello a 4 zampe capace di dare più amore di quanto fosse in grado di fare anche solo con uno sguardo.
Mi manchi sempre, ogni giorno. E oggi è un po’ più difficile.

Passions, fire, and more…

Credo che mi sia già capitato di scrivere di Passioni. Ma secondo me non sarà mai abbastanza. Con gli anni che corrono così in fretta e con il mondo che muta e noi inermi ad osservare e paragonare il succedersi delle cose..


Mi ritrovo sempre di più a notare quanto le persone siano in grado di lottare per le cose fisiche, materiali, che non per quelle che davvero

hanno un’anima, per quelle per cui davvero vale la pena, quelle cose che ci rendono vivi e che ci rendono ciò che siamo.

Perché lo sappiamo tutti che noi non siamo la bella macchina che guidiamo o la casa in cui viviamo oppure quanto sia in alto la nostra carriera. Certo queste cose servono per vivere, ma per essere vivi ci vuole ben altro. Per essere vivi dentro e fuori abbiamo bisogno di quelle cose in grado di scaldarci il cuore, di quelle cose capaci di infiammarci il viso per l’emozione..

Avere una passione e tenerla viva, portarla avanti e viverla non vanno sempre di pari passo purtroppo. Chi ti ama farà sempre il possibile per far sì che il tuo entusiasmo non si spenga, chi ti ama sa quali sono i tuoi bisogni e cerca di realizzare i tuoi sogni.

Chi ti ama ti legge dentro, non fraintendere le tue parole, percepisce la tristezza dei tuoi occhi e il colore delle tue lacrime. Chi ti conosce e ti ama davvero ti rende la vita solare e piacevole anche quando intorno è tutto buio. Coltivate le vostre passioni e crescente con loro.

Iniziano a scarseggiare le persone in grado di darti la positività di cui hai bisogno. Io sono una quelle, ahimè. Una volta era in grado di spronarti, di farti tornare il sorriso, di allietare le tue giornate, ero una persona positiva e solare.

Oggi sono cambiata come il mondo attorno a me, fredda, cinica e apatica, forse solo per vedere chi riesce ancora a cambiarmi l’umore o forse perché davvero non mi importa. Ma quella fiammella, quello spiraglio di cuore che mi batte quando vedo un bimbo che mi sorride, o quando sento il ritmo di una musica caraibica, oppure quando sono vicino al mare, beh in quei momenti la fiammella divampa diventando un fuoco e io torno a sorridere. Ma sono momenti flebili che durano il tempo di un sorriso, di una lacrima, e poi il sogno svanisce.

Travolta…

È come se sentissi il dolore di ogni persona che incontro. Come se entrasse dentro di me e mi possedesse, non se ne può fare a meno. É un fiume in piena che scorre questo dolore, questa specie di terremoto emotivo che mi prende ogni qualvolta che qualcosa sorprende la mia anima e mi lancia in un buco nero dove non si scorge luce.

Come quel vecchietto che alla fermata del bus chiedeva informazioni ai passanti, chissà in quale lingua, perché nessuno lo capiva o lo rispondeva. Aveva negli occhi un nonsoché di triste, forse spaventato perché doveva andare dal medico o forse sua figlia stava male.

Non ho studiato Freud, e non la più pallida idea di dove possa finire il mio dolore e dove possa iniziare quello di un’altra persona. Non ho idea di cosa provano le persone insensibili, di quelli a cui interessa solo il proprio ego.

Io sono forse troppo empatica, e anche per questo non potrei lavorare in medicina. Come quando una singola scena di un film di due ore, ha la capacità di farmi pia gere a dirotto per le successive tre.
Ho guardato “Wonder”.

E alla scena di “Desy” il cagnolino che hanno portato dal veterinario perché stava troppo male e hanno dovuto addormentarla per sempre,beh sono stata travolta e spazzata via da un uragano di emozioni e ricordi che ancora non mi abbandonano.